In base alla mia grande esperienza botanica secondo me hai messo poca acqua oppure troppa, l’acqua (poca o tanta) era del rubinetto quindi quella potrebbe essere una clorosi da correggere col ferro (indispensabile per la fotosinesi clorofilliana), l’hai tenuta troppo in ombra oppure in pieno sole e anche le hai fatto beccare degli spifferi o magari era troppo vicino a un termosifone e infine potrebbe essere un’acidofila con pH troppo alto o una basofila con pH troppo basso e quindi i terreni vanno corretti con concime liquido apposito.
Come avrai intuito, è molto più facile curare gli esseri umani.
Comunque, c’è da individuare il nome della pianta (@tsuki-nh et alteri) e da lì si potrà avere indicazione sul tipo di irrigazione, di esposizione alla luce e se devi usare composti azotati, sangue di bue (non è sangue di bue ma ferro chelato)… e comunque ricorda sempre di annaffiarla con acqua tenuta due o tre giorni in una bottiglia trasparente alla luce del sole affinché il cloro si sia degradato.
È una zemioculcas, o pianta di Padre Pio per alcuni.
Ce l'ho anche io ed è un po’ stronzetta.
Abbandonata a se stessa nel giusto posto dà il meglio di sé! Può stare anche in posti ombreggiati, però soffre subitissimo l'eccesso di acqua.
Veramente ne vuole pochissima, a mo’ di un cactus, quando proprio la terra è secca e senza bagnare tutto il terreno.
Meglio acqua senza calcare anche per lei!
Va concimata con prodotti per piante verdi, ma, come tutte le piante, eviterei ora che è inverno e aspetterei la primavera, tanto quei rami gialli sono andati.
“Nella casa più piccola, fredda o disordinata, con la famiglia più grande o sparuta, pur nel vorticare della vita che va avanti a fatica, se non sai aggiungere un piatto alla tua tavola significa che davvero hai dimenticato quali sono le cose importanti.”
—
Questo per dirvi che so bene che odiate il Natale per il caos, le corse allo shopping e la zia rompicoglioni ma ci sono persone che invece per il Natale provano un sentimento diverso… nostalgia, dolore, solitudine e sì, anche odio ma di quel tipo che senti quando il tempo e la vita ti hanno portato via gli affetti e la serenità.
Non si dovrebbe pensare a loro solo per il compleanno di quel tizio barbuto che per aver detto di volersi bene gli uni con gli altri è finito tassellato a due pezzi di legno però per una buona parte di italiani questa di solito è una buona occasione per rivedere affetti quasi dimenticati e sentire di nuovo il tepore antico della famiglia… e come mi disse una volta una mia paziente marocchina, vedendo la mia faccia perplessa davanti al suo albero di Natale, ‘È bello stare tutti assieme anche se non ci credi’.
Che ci crediate o meno, il giorno di Natale invitate quella persona a cui questa festa sembra non interessare o che vi dice che preferisce farsi una maratona Netflix o che non ha abbastanza soldi o tempo per tornare a casa.
Per un giorno potete essere voi la sua famiglia e fargli così uno di quei regali che sul catalogo Amazon di sicuro non trovereste mai.
E poi, scusate, ma se lo dice pure Johnny Dorelli…
Ora, da una parte sono molto dispiaciuto per il caricabatteria della sega di @gigiopix e @tsuki-nh (per ripagarlo userò i soldi delle crocchette dello Stupido Cane, detto con la voce di Giustino) mentre lui digiunerà in riflessione, dall’altra sono lieto che Nostra Sora Morte Corporale abbia deciso di non volerlo con lei e abbia fatto in modo che nel masticamento compulsivo la spina si sfilasse parzialmente dalla presa prima che i denti arrivassero al rame.
Di topi fulminati me n’è bastato uno quindi andiamo avanti.
(in foto, una completa mancanza di senso di colpa per nulla dissimulata)
XD
Per il filo non c'è problema, @gigiopix è abituato a riattaccare cavi e cavetti, ogni tanto ne stacco anche io (bè non a morsi lol)!
Almeno quello scemotto oltre che un bel musino ha un discreto culo e non si è fatto nulla! <3
[mia nonna aveva certe filastrocche per tenermi a bada…]
Una certa qual tamblera, la cui energia propulsiva vitale supera di gran lunga la propria capacità di calcolare la traiettoria di non collisione della sonda Insight propria testa contro i mobili, mi chiede cosa fare nel caso in cui il moto di rivoluzione terrestre porti il pianeta terra contro il suo pregiato capo.
Associare il nome di divinità a quello di fauna, reale o di fantasia, con l’aggiunta di aggettivi dispregiativi in forma superlativa può aiutare ma aggiungiamo qualche più efficace dato tecnico.
Intanto l’evoluzione che c’ha fatto uscire dall’oceano ha detto ‘questo animale tiene un organo che un giorno gli sarà utile per fare cose tipo il televoto sul Grande Fratello o supportare Ƹalvini quindi proteggiamolo con qualcosa di più bello di un esoscheletro’ (io l’avrei preferito. Non l’esoscheletro, proprio rimanere nell’oceano):
Naturalmente mi tira il culo cercare immagini migliori alle 6 del mattino quindi vi riciclo un telencefalo (quello comunemente conosciuto come ‘cervello’) contenuto all’interno della protezione di cui sopra, LA SCATOLA CRANICA.
La scatola cranica è formata da varie ossa di diversi colori sgargianti
solo che circa 150.000 anni fa il Demiurgo ha finito le resine colorate per la stampante 3D e adesso il bianco slavato è quello di serie sul modello Homo Sapiens.
Queste ossa sono unite fra di loro tramite alcune SUTURE (le ‘fontanelle’ che nel neonato sono aperte per facilitare l’uscita da quella cosa che una sola volta nella vita viene imboccata dalla parte sbagliata) che paiono inesistenti e invece favoriscono movimenti di pochi millimetri, rendendo il cranio ‘elastico’; inoltre queste ossa hanno spessori e conformazioni differenti, selezionate dall’evoluzione di modo ché fossero pronte a ricevere la maggior parte dei traumi.
(i colori possono variare senza preavviso da quelli sul catalogo, quindi mandate sempre una mail di conferma a Dio prima di fare un ordine).
Per concludere la parte protezione, l’encefalo (che non è solo il cavolfiore molle ma tutto l’insieme di strutture neuroanatomiche contenute nel cranio) è pure avvolto in tre sacchetti chiamati MENINGI, che a vederle paiono tre sacchetti biodegradabili fradici di olio di tonno che faticano a contenere un cavolo bollito, le quali, grazie alla presenza al loro interno di LIQUIDO CEFALO-RACHIDIANO, ammortizzano l’encefalo dai microtraumi delle percussioni contro la scatola cranica durante una corsa o un salto.
(Dall’esterno verso l’interno, anche se poco distinguibili, Dura madre, Aracnoide e Pia Madre, ovviamente senza liquido cefalo-rachidiano, probabilmente colato sulle scarpe dell’anatomo-patologo).
Ma cosa succede alle strutture encefaliche (da qui in poi CERVELLO) quando si riceve un colpo in testa?
Intanto avviene un TRAUMA CRANICO cioè il nostro cranio riceve un trauma (subito Nobel del Graziarcazzo a Monsieur Lapalisse) e poi possono succedere diverse cose:
Gesù piange, i vicini vengono a vedere se il laboratorio di crack è esploso e tu metti il ghiaccio sul bernoccolo protundente alla Tom&Jerry ma non ci sono manifestazioni neurologiche, tranne magari un mal di testa.
Ti viene una COMMOZIONE CEREBRALE, la qual cosa non significa che ti piange il cervello per il dolore ma che per un periodo più o meno limitato di tempo (ore, giorni, settimane) le funzioni motorie e corticali superiori possono essere compromesse: confusione mentale, capogiri, difficoltà di concentrazione e a compiere azioni complesse o prolungate (ora mi direte che ogni notte qualcuno viene a commuovervi il cranio con una spranga imbottita). Non ci sono danni cerebrali evidenti o definitivi ma ci possono essere sequele fastidiose negli anni a venire.
Hai una PERDITA DI COSCIENZA più o meno prolungata. Questo non è uno step successivo slegato dalla commozione cerebrale o da altri eventi più gravi ma di sicuro una manifestazione evidente e quantificabile che deve sempre mettere in allarme e spingere la persona ad andare da un medico.
Ti becchi una FRATTURA DELLA TECA CRANICA, UN’EMORRAGIA E UN’EMATOMA CEREBRALE.
Qua mi fermo e comincio un’altra lista, quella brutta, perché se per i primi tre punti il trattamento è casalingo (sempre previa consultazione del medico), qua invece andiamo nell’ospedaliero spinto.
Prima di tutto nemmeno il neurologo in pronto soccorso sa come può evolvere un trauma cranico (infatti ti mandano a casa con IL FOGLIO… poi spiego) e spesso una brutta botta non nasconde nessun tipo di problema e invece uno scappellotto ti può far finire in coma e, all’interno dei problemi seri citati, una frattura può non voler dire emorragia cerebrale e parimenti ci può essere emorragia cerebrale senza frattura. E puoi svenire a distanza di ore. E ci può essere una micro-frattura non rilevabile all’RX. E avere un’emorragia silente a distanza di giorni. Insomma, con la testa è sempre un casino.
FRATTURA DELLA TECA CRANICA
Si chiama teca perché non è un osso duro e compatto ma a strati lamellari sovrapposti (aponeurosi, periostio, osso), proprio per il suddetto discorso di ammortizzamento e quindi una sua frattura (di per sé non terribile perché quasi sempre trattata conservativamente in attesa della sua ri-ossificazione) può nascondere traumi sottostanti ben peggiori.
EMORRAGIA ED EMATOMA
Cominciano i soncazzi.
Anche senza frattura, un qualsiasi trauma può lasciare intatto l’osso ma ledere i vasi sottostanti con conseguente fuoriuscita e raccolta di sangue.
La sede di elezione è lo spazio tra la dura madre e l’aracnoide (EMATOMA SUBDURALE) mentre per quella tra l’aracnoide e la pia madre (ESA - Emorragia sub-aracnoidea) l’eziopatogenesi è più vascolare (aneurismi) che traumatica.
Se non sapete leggere il cirillico, quello in rosso è un ematoma subdurale (o epidurale se è tra teca cranica e dura madre) e quello in blu è un ematoma sub-aracnoideo.
Alla fine, se escludiamo le cause, la sabbia nella vaselina è che il sangue viene trattenuto dalla scatola cranica e quindi comincia a spingere il cervello con l’insorgenza di tutta una serie di sintomi più o meno gravi dati dall’ischemia (se comprimi un organo, non ci arrivano più sangue e ossigeno) e dall’ipertensione endocranica.
Il grosso problema è che non sempre l’ematoma si forma contestualmente al trauma ma la quasi totalità delle volte il sangue si infiltra molto lentamente (anche giorni) con uno sviluppo subdolo della classica nausea, giramenti di testa, vomito, perdita di equilibrio etc. Questo è il motivo per cui in pronto soccorso, anche se ti fanno un RX e/o una TAC, poi ti mandano a casa con il succitato foglio in cui scrivono che se si presentassero tali sintomi di tornare subito. E di farsi svegliare frequentemente perché è un attimo passare dal sonno al coma.
Nel caso in cui, il trattamento è molto semplice (seppur cruento): ti scalpano, aprono un buco nel cranio (o ti scalottano proprio), sezionano la meninge d’intralcio, scucchiaiano la gelatina al ribes, riappoggiano la meninge, rimettono il coperchio e ricuciono lo scalpo. E se non sono passati troppi giorni torni smetti di pisciarti addosso e torni nuovo come prima.
Se riuscite, guardatelo il video ché didatticamente ne vale davvero la pena
Per ciò che riguarda LE EMORRAGIE CEREBRALI VERE E PROPRIE, c’è solo da incrociare le dita e sperare di svegliarsi dal coma sapendo ancora parlare o pisciare nel posto giusto.
Concludo dicendo che non esiste una regola precisa per riconoscere quanto sia serio un trauma cranico e cosa fare per valutarne la gravità (però farsi dire cinque nomi di oggetti e cercare di ripeterli tutti è un buon sistema per capire se c’è commozione cerebrale), quindi vi posso solo invitare a essere loquace maggioranza nei confronti di chi vi cura istituzionalemente qualora il pianeta terra dovesse collidere col vostro cranio.
Grazie mille <3
Quindi in sintesi faccio benissimo ad andare in paranoia!
Il coso rosso/blu cirillico può comparire anche senza bernoccolo? Anche se di fatto non resta nessun segno se non un po’ di dolore toccando?
Non riesco a valutare quanto è seria una botta!
Non aiutano molto i sintomi di nausea e confusione su una a cui parte l'ansia a mille XD